
Paolo Maldini, con le sue 126 presenze in nazionale, ha stabilito un record difficilmente eguagliabile ed è sicuramente entrato nella storia del calcio.
Con la maglia del Milan ha vinto tutto ed ha ottenuto una fama planetaria che ha deciso di spendere a favore dei più deboli. "Sono particolarmente sensibile, come padre e come calciatore, ai problemi dell'infanzia; quando ho saputo che nel mondo più di 120 milioni di bambini non hanno alcun diritto, nemmeno il diritto al gioco, ho capito che dovevo impegnarmi concretamente in prima persona a fianco dell'UNICEF".
Per questo, nel 2001, l'UNICEF Italia ha deciso di nominarlo Goodwill Ambassador "per sensibilizzare e coinvolgere i giovani sui problemi dell'infanzia, testimoniando e promuovendo con il suo impegno nel mondo dello sport la solidarietà e il sostegno alle iniziative dell'UNICEF".
Il suo primo impegno nelle vesti di Ambasciatore è nell'ambito dell'iniziativa "Adotta una pigotta", organizzata ogni Natale dall'UNICEF Italia nelle piazze italiane per dare in adozione le Pigotte, bambole di pezza realizzate da migliaia di volontari che aderiscono a questo progetto.
Con un'offerta minima di 20 euro, corrispondente al costo medio di un ciclo di vaccinazione in un paese a basso reddito, si assicura l'immunizzazione completa ad un bambino.
In occasione dei mondiali di calcio di Giappone e Corea è, insieme a Francesco Totti, testimonial dell'UNICEF per l'iniziativa "World Football Day for children".
Poi è protagonista di una campagna di sensibilizzazione per i diritti dei bambini, in particolare del diritto al gioco.
Per sostenerla registra uno spot televisivo trasmesso da RAI e Mediaset, in cui lancia questo appello "Nel mondo più di 100 milioni di bambini non hanno alcun diritto. Nemmeno il diritto di giocare. Tu da che parte stai?".
Ogni 20 novembre, in occasione dell'anniversario dell'approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, Maldini è protagonista, con il suo "collega" Ambasciatore Totti, di una campagna di sensibilizzazione sui diritti dell'infanzia.
Durante il 2003 sostiene la campagna "Infanzia rubata, infanzia violata", promossa da UNICEF Italia e Zapping, trasmissione radiofonica del GR1 Radio Rai, per contrastare la pratica delle mutilazioni sessuali, il turismo sessuale e l'uso dei bambini soldato.
Nello stesso anno Paolo Maldini, in collaborazione con la "Fondazione Milan", sostiene con forza una campagna dell'UNICEF in favore dei bambini della Repubblica Democratica del Congo.
L'iniziativa ha permesso di raccogliere i 347.000 euro necessari per le campagne di vaccinazione.
In occasione dei 60 anni dell'UNICEF, ha raccontato la sua esperienza di Goodwill Ambassador alle telecamere de LA7, nell'ambito di una serata speciale intitolata "L'Isola che c'è", andata in onda il 24 dicembre del 2005. 
Nel Natale 2004, il capitano del Milan si trovava alle Maldive con la sua famiglia ed ha assistito di persona alle devastazioni provocate dallo Tsunami.
Profondamente colpito dalla sua drammatica esperienza, ad un anno dalla tragedia è voluto tornare in quei luoghi.
Nelle vesti di Ambasciatore dell'UNICEF ha incontrato il Presidente delle Maldive ed il Ministro dei Giovani e dello Sport, per concludere la giornata con un evento organizzato allo stadio di Malè.
Qui ha giocato insieme a migliaia di bambini ed ha lanciato la prima edizione del trofeo "Unity Cup 2006".
Durante le Olimpiadi di Torino, è testimonial della campagna UNICEF "Un SMS solidale per il Sudan".
L'obiettivo era quello di raccogliere via SMS la somma necessaria a vaccinare migliaia di bambini nel paese africano.
In occasione della fase finale della "Jetix kids cup 2006", il più importante torneo internazionale di calcio a 5 dedicato a ragazzi under 12, Maldini ha registrato con Emiliano Moretti uno spot a sostegno della campagna UNICEF "Scuole per l'Africa".
- Paolo Maldini - ©UNICEF Italia/A.Ruggeri
Nel 2006 il capitano del Milan ha prestato al propria voce ad uno dei personaggi di "Sulle ali dei gabbiani - L'isola va in città", nuovo film di animazione basato su un racconto di Bianca Pitzorno. Il cartone animato partecipa alla raccolta fondi a favore della campagna UNICEF "Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS", attraverso la devoluzione di 1 euro per ogni VHS e DVD venduto.
A sostegno della stessa campagna ha inoltre registrato uno spot televisivo per promuovere l'SMS solidale 48589 (valido fino al 5 gennaio 2007).
La vittoria del Milan Un sogno che si è avverato Le emozioni di una città sono sempre nuove, intense e profonde, e tornando a casa riesci a percepirle come se fossero una cosa sola Tornare in città con la coppa. Attraversare le strade, le nostre strade, che dall'altra notte sono rossonere. Vedo le bandiere che sventolano dalle finestre e dai balconi. Guardo le sciarpe che compaiono qua e là: sui cruscotti delle auto, fuori dai finestrini, nelle vetrine dei negozi e sui banconi dei bar. E penso che dietro ogni segno rossonero di cui oggi è colorata Milano c'è una storia. Ci sono figli che hanno vissuto la notte magica di Atene accanto ai padri, ci sono famiglie che sono state attaccate alla Tv, e poi migliaia di bambini. Oggi riesco quasi ad immaginare le loro facce, tutte insieme, mentre soffrivano durante gli attacchi del Liverpool, si illuminavano di meraviglia per le giocate di Kakà, sono esplose di gioia per i gol di Pippo. Ecco, noi eravamo là a correre e lottare anche per loro, per tutti loro. E non conta quante volte hai vinto la Champions League. Perché le emozioni di una città sono sempre nuove, intense e profonde, e tornando a casa riesci a percepirle come se fossero una cosa sola, un'aria comune. E allora pensi che vuoi andare avanti, vuoi continuare ad allenarti, faticare e vincere. Soprattutto per loro, per tutti i bambini e i tifosi. Quelli che oggi dicono grazie al Milan. Con un segno rossonero sui palazzi di Milano Paolo Maldini 25 maggio 2007


Domenica 20 gennaio 1985, a Udine, con la maglia numero 13 sulla schiena, debuttò in campionato Paolo Maldini, figlio di Cesare, già capitano e allenatore del Milan,16 anni e mezzo all'anagrafe (nato il 26 giugno 1968). La partita finì 1 a 1. Fu l'unica apparizione in quella stagione. Da quel giorno Paolo divenne uno degli esponenti di maggior spicco del Milan passato da Farina al presidente Silvio Berlusconi fino ad alzare la notte di maggio del 2003 la coppa Campioni nello stadio di Manchester. In questo impressionante periodo, vent'anni di calcio, Paolo Majdini è stato qualcosa di più di un grande campione e degno erede di Franco Baresi. Ecco tutti i suoi ricordi. II debutto «All'inizio di gennaio 1985 mi chiesero di trasferirmi dai campetti di Linate a Milanello. I giornali pubblicarono la notizia del mio possibile esordio e Liedholm decise di rinviare l'evento. Mi portò a Udine, il sabato non mi disse niente, la domenica dopo pranzo, mi prese da parte e mi chiese: "Dove voi jocare?". Risposi a destra: mi sentivo più sicuro da quella parte. Andò abbastanza bene. L'unico imbarazzo provato fu a fine partita quando si avvicinò un giornalista con un microfono per realizzare l'intervista di rito. Liedholm resta un personaggio unico, un mostro di battute fulminanti. L'ho incontrato di recente e gli ho detto: la trovo in grande forma. Mi ha risposto: ora curo solo la velocità». Le polemiche «Poche nel Milan, in verità, molte invece nella nazionale under 21 dove fui convocato da mio padre Cesare, responsabile all'epoca. Mi davano del raccomandato: ho sempre fatto finta di niente. C'è voluto qualche tempo ma poi hanno smesso, magari senza provare un filo di rossore sulle gote. A mio padre devo, tra le altre cose, il miglioramento tecnico. Ero destro naturale e usavo pochissimo il sinistro. A fine allenamento mi spronava a mettermi al muro e cominciavo a palleggiare col piede mancino. A furia di migliorare, sono diventato numero 3 e non ho più cambiato casacca. Ai miei tempi era più facile esordire e trovare spazio in una grande società: adesso o sei un fenomeno, oppure è dura farsi spazio in serie A». La società «Il Milan è unico sotto molti aspetti. Il primo è sotto gli occhi di tutti: Ancelotti e Tassotti sono gli allenatori attuali, Franco Baresi guida la primavera con Filippo Galli al fianco, Angelo Colombo ne è il dirigente, Evani si occupa degli allievi. Altra caratteristica: solo al Milan può capitare che un padre, Cesare Maldini vinca la prima coppa Campioni da capitano e che succeda lo stesso a suo figlio Paolo, 40 anni dopo, sempre in Inghilterra. Sento dire a Billy Costacurta che prima di lasciare vuole togliersi lo sfizio di entrare in campo con suo figlio Achille tenuto per mano. Se il mio Christian giocasse nel Milan, io mi considererei un genitore felice. Penso che se questo accade è anche merito del presidente Berlusconi: per lui il club è un affare di cuore». Arrigo il rivoluzionario «Quando arrivò Sacchi al Milan, cambiò il calcio italiano. La prima innovazione avvenne nel metodo di allenamento, seguirono esercizi inediti, fatti apposta per esaltare la concentrazione. Arrigo era famoso per tenerti al telefono molto tempo, e in particolare la sera all'ora di cena. In estate, appena arrivato, mi cercò e mi trovò in Sardegna, in albergo: io in costume me lo sorbii per più di un'ora. Mi disse: decidi se vuoi fare il dongiovanni o il calciatore. In quei mesi incontrai Adriana, mia moglie, e lui si rasserenò. Quando vincemmo a Barcellona, L'Equipe scrisse: "Fino a ieri conoscevamo un tipo di calcio italiano, ora ce n'è un altro creato da monsieur Sacchi"». I rapporti con Capello «E vero, il congedo con Capello non fu dei migliori, un po' freddino, ma da questo a cancellare tutto quello che è successo in quegli anni ce ne passa. Per cominciare, con Capello ho giocato nella Primavera e con lui e De Solda, Cimmino, Lorenzini, vincemmo una coppa Italia. Capello era uno molto severo, rigido, perfezionò i meccanismi di Sacchi e provocò il salto di qualità. Ricordo la vigilia della finale di Atene: senza Baresi e Costacurta, giocammo a Firenze e perdemmo in amichevole 0 a 2. Lui entrò negli spogliatoi e invece di urlare disse pacatamente: ho capito che vinceremo noi la coppa dei Campioni. Ad Atene finì 4 a 0». Zac il lavoratore «Quando Zaccheroni arrivò a Milanello eravamo reduci da due annate disastrose e molti erano a caccia di un'altra rivincita. Nessuno ci accreditava di un qualche successo e Alberto tutte le sere saliva in camera da me, durante l'estate, con la mazzetta dei giornali sotto braccio e mi faceva vedere: guarda, nessuno che ci dia per favorito. In campo cominciò a lavorare curando tutti i particolari e mise insieme una squadra che, lungi dall'essere perfetta, seppe esaltarsi in quel finale travolgente». Mio padre Cesare «Forse è una questione di educazione ma devo dire che con mio padre allenatore ho avuto qualche problema soltanto in Nazionale. Non era inconsueta la scena di qualche calciatore che veniva da me per reclamare qualche permesso personale o collettivo da chiedere al Ct.. Al Milan non è successo e non ho mai sofferto la particolare condizione. Forse perché molti conoscevano me e soprattutto mio padre». lo e la nazionale «È vero ho giocato 15 anni e non ho mai vinto niente di significativo. Eppure ho conosciuto delle stagioni straordinarie; ho vissuto 4 mondiali e 3 europei e alla fine mi devo accontentare d'aver soltanto sfiorato i successi memorabili. Nel '94 in America e a Rotterdam nel 2000 andai vicinissimo ad alzare qualche trofeo». Ancelottí e l'ultimo Milan «Carlo è una persona molto umile e molto paziente. Sulle prime gli dicevano che era troppo amico dei giocatori del Milan e per questo non otteneva risultati. Il luogo comune è stato smentito dai fatti. Mettere insieme e far coesistere Seedorf e Pirlo, Rui Costa e Rivaldo, Serginho e Kakà è un esercizio calcistico difficilissimo. Ha inventato uno stile di gioco senza mai alzare la voce, alzando solo il sopracciglio. Quando si è amici, funziona meglio: specie sul lavoro».


Milan: Parte oggi la vendita libera degli abbonamenti Gio 28 Giu, 11:57 AM Campagna abbonamenti 2007-2008: conclusa martedì 26 giugno la fase di prelazione dedicata agli abbonati della passata stagione, a quota 21.344 tessere, inizia oggi la vendita libera.


30 giugno 2007 - L'appuntamento per i rossoneri di Carlo Ancelotti è per lunedì 23 luglio a Milanello con il raduno e il primo giorno di allenamenti. Sarà anche l'occasione per la presentazione alla stampa dei nuovi acquisti. Il Milan, come da tradizione, sarà quindi in ritiro presso il suo quartier generale di Carnago nel Varesotto. La prima amichevole, con un avversario ancora da definire, avverrà comunque con una trasferta breve, in zona, il 28 o il 29 di luglio. Il primo impegno di una certa consistenza è in programma dal 3 al 5 agosto quando i rossoneri voleranno a Mosca per partecipare a un triangolare con Lokomotiv e Psv Eindhoven. Quindi ancora un'esibizione in Europa, stavolta in Spagna, il 9 agosto a Siviglia per il trofeo del Centenario del Betis. Il debutto a San Siro davanti al proprio pubblico per la squadra campione d'Europa è invece in programma per il 14 agosto con il Trofeo Tim, ricco antipasto delle sfide per lo scudetto con due minipartite di 45' con Juventus e Inter. Coi bianconeri poi la sfida si ripeterà dopo pochi giorni, il 17 agosto, sempre al 'Meazzà, ma questa volta sulla distanza della partita intera per il Trofeo Luigi Berlusconi.





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